“Gli esseri umani sono profondamente e intensamente programmati per connettersi: il programma di connessione, alla base di ogni esistenza e indispensabile per uno sviluppo sano ed equilibrato, necessita però, fin dal principio della vita, di essere riconosciuto, decodificato e sostenuto dai genitori.”
Schiralli R.

 

In questi ultimi anni la comprensione della vita emotiva infantile si è notevolmente ampliata, grazie alla diffusione di nuove conoscenze sul funzionamento della mente e sui meccanismi sottostanti le diverse emozioni, con implicazioni educative notevoli.
Numerosi studi hanno anche descritto lo stretto rapporto che regola emozioni e salute, evidenziando il ruolo delle emozioni come fattori di promozione della salute.

Le abilità emotive sono una componente molto importante dell’adattamento alla realtà nell’età evolutiva, in quanto apprendendo strategie per fronteggiare le frustrazioni, la collera, le paure, lo sconforto si possiedono maggiori risorse per reagire alle avversità che sempre la vita riserva.

I/Le bambini/e che hanno acquisito nel tempo una buona competenza emotiva sono meno litigiosi/e, impulsivi/e e isolati/e; hanno maggiori capacità di concentrazione, ma non solo: le emozioni, in prospettiva scolastica/sportiva, sono implicate in circoli viziosi o virtuosi, in cui si influenzano a vicenda gli aspetti di motivazione allo studio, le strategie di studio, l’autoregolazione e le prestazioni, quindi in ultimo il successo, o l’insuccesso scolastico/sportivo.

E’ possibile allenare fin dalla più tenera età i nostri figli a trasformare le pulsioni in emozioni; a nominare e riconoscere, accettandole, anche quelle più sgradevoli, in modo che divengano preziose alleate… è la paura a renderci prudenti, sono la rabbia e la tristezza a farci comprendere che cosa è molto importante per noi.
Nuove generazioni allenate a fare un distinguo tra l’emozione (sempre legittima) e la scelta comportamentale che ne consegue (da eventualmente contenere ed educare, quando non accettabile) saranno favorite nell’acquisire: autoregolazione (capacità di pianificazione, monitoraggio e autovalutazione); assunzione di respons-abilità; uno spazio di intimità, condivisione, fiducia e alleanza con i propri genitori; ascolto di sé.

Poter esprimere i propri vissuti fin dalla più tenera età, nelle relazioni più significative, attraverso un lessico emotivo sempre più ampio, consente di non avere confusione emotiva – una fra le tante cause di dipendenza in età evolutiva – e di poter contare su uno “spazio interiore”, che non più ingombro di vissuti trattenuti, sarà sempre libero di accogliere nuovi apprendimenti e esperienze.

A cura di Jeannette Migliorin
Pedagogista e consulente famigliare
Cell. 340 6602610
Mail: jmigliorin@gmail.com

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