Quando la gente saprà da te o dal futuro papà che state per diventare genitori inizierà la fiera dei luoghi comuni e frasi preconfezionate sul diventare mamma ( e papà) da chi già lo è. Ad esempio “dormi ora che puoi” ( certo, dormi tu con una pancia grande quanto una mongolfiera!), “godetevela adesso finché potete” (ma perché dopo cosa succede? avere un figlio equivale ad avere uno tsunami in casa?) e altre simili. Vi potrete imbattere anche in genitori che racconteranno di una maternità e paternità idilliaca ( la loro), senza sbavature, senza intoppi, di figli-angioletti, di latte che sgorga a fiumi senza peraltro aver mai macchiato una maglietta nei momenti meno opportuni, di nottate passate a dormire beatamente fin dalle prime settimane….può essere la verità, o per usare una frase preconfezionata mi viene da dire “è sempre tutto relativo” ( nel bene e nel male).

 

Partendo quindi dal presupposto che tante cose ve le avranno sicuramente già dette (a voi mamme e papà decidere che farne, crederci o meno,  riderci sopra, iniziare a consultare manuali sulla genitorialità), parliamo di 5 cose che nessun genitore probabilmente vi racconterà sul diventare mamma e papà. Forse per solidarietà. Forse per vergogna. Forse per quel misterioso tabù che aleggia ancora intorno alla maternità per cui tutto deve essere bello, e anche se non bello tutto in qualche modo va sopportato con un sorriso. O forse perché i genitori di bambini un po’ più grandi dei vostri alla fine raccontano i momenti più felici, non perché hanno dimenticato gli altri, quelli duri, ma semplicemente perché i primi in qualche modo sono più forti dei secondi….e direi che questa possibile spiegazione vi può aiutare a vedere la luce alla fine tunnel!!!

1. Non vi diranno che cambierete. Soprattutto tu mamma, cambierai eccome, ma anche tu papà non pensare di uscirne indenne. E non parlo del cambiamento fisico, che ahimè forse ci sarà anche quello, ma di un cambiamento interno, più profondo, impercettibile agli occhi degli altri. La responsabilità nei confronti del bambino vi porterà a riflettere di più, a essere prudenti, o al contrario vi potrà rendere più agitati e ansiosi. Arriveranno magari paure e insicurezze su questioni che prima non vi toccavano neanche da lontano. E non si tratta di essere più sensibili, ma di vedere la vita in un altro modo, di attribuirle un senso e significato diverso, non migliore o peggiore, ma sicuramente differente rispetto a prima.

2. Non vi diranno che il vostro mondo inizierà molto probabilmente a girare intorno al vostro bambino e quindi per un certo periodo non avrete voglia di fare le cose di prima e non solo perché troppo stanchi o per il poco tempo. Ma ci saranno altre priorità, sarà come se per un certo periodo la vostra vita di prima andrà in stand-by. Potresti temporaneamente perdere, in particolare tu mamma,  la voglia di uscire con le amiche, di fare acquisiti, di fare aperitivi, e forse un po’ anche di pensare a te stessa e al tuo compagno per dedicarti anima e corpo al tuo bambino.

3. Non vi diranno che vi ritroverete a fare cose che neanche lontanamente avreste immaginato di poter fare. Fare 4 cose contemporaneamente con il bambino in braccio, cantare tutto il repertorio di Cristina D’Avena per farlo ridere o calmare, lavare tutine piene di rigurgiti o altro senza sosta, insomma chi l’avrebbe mai detto? Alcune cose che vi ritroverete a fare sicuramente non saranno molto piacevoli, ma molte altre vi obbligheranno a  mettervi in contatto con la vostra parte bambina, quella più creativa, più spensierata. Dovrete attivare il pensiero divergente….perché una volta che l’ho cambiato, nutrito e ancora piange, cos’altro devo inventarmi per farlo stare tranquillo?!? Infinite le possibili alternative, a voi trovare quella che più si avvicina alla soluzione ( sempre e comunque temporanea, mettetevi il cuore in pace! e soprattutto quasi mai efficace per più di 2 volte consecutive).

4. Non vi diranno che vi ritroverete spesso a pensare alla vostra infanzia, ai vostri genitori e al rapporto con loro (esperienza che potrebbe essere dolorosa per qualcuno). E più il figlio crescerà e più entrerete in contatto con il vostro passato e la vostra storia familiare. E non saranno rare le occasioni in cui penserete o di volervi comportare esattamente al contrario di come hanno fatto i vostri genitori o di essere esattamente come vostra madre/ vostro padre. Perché se è vero che la vostra esperienza come genitori è unica e irripetibile, è anche vero che alcune delle preoccupazioni che oggi avete sono, se non le stesse, molto simili a quelle che avevano i vostri genitori, i vostri nonni e così via.

5. Non vi diranno che sarete costantemente alle prese con piccoli/grandi problemi da superare. E che questo vi metterà in contatto con le vostre risorse e i vostri limiti. Vi ritroverete tutti i giorni a dover prendere piccole e grandi decisioni: dal come vestirlo in base al tempo (che sembra una sciocchezza ma quale mamma non si chiede costantemente se il bambino avrà troppo freddo o troppo caldo?), a quale gioco comprare, a quale nido iscriverlo, al momento giusto per rientrare a lavoro fino ad arrivare ad altri problemi tipo le amicizie, la scelta della scuola e via andare. Farete degli errori, forse anche più al giorno, sarete pieni di dubbi perché sarete sempre in cerca della soluzione giusta, della risposta esatta, della perfezione. Perché un genitore deve sempre sapere cosa è giusto fare, penserete, non può permettersi di sbagliare…e quindi per tornare al principio, alla fiera dei luoghi comuni e delle frasi preconfezionate sul diventare mamma e papà ve ne lascio anch’io una su cui riflettere…” i genitori perfetti sono quelli che non hanno figli!”.

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