I bambini hanno una grande capacità di apprendere comportamenti sociali ed emotivi dai loro genitori e da chi si occupa di loro fin dalla nascita.

I bambini imparano a regolare le emozioni, a calmarsi da soli, a focalizzare la propria attenzione e rispondere allo stress se si mostra fin da subito sensibilità nei confronti dei loro bisogni.

Categorie-tipo di genitori

Lo psicologo John Gottman, autore di “Intelligenza emotiva per un figlio”,  identifica quattro categorie-tipo di genitori, che distingue in base alle diverse modalità di relazione che instaurano con le emozioni dei propri figli.

“Genitori noncuranti”,  “genitori censori” e “genitori lassisti”

La prima categoria- tipo si contraddistingue per sminuire, ridicolizzare o ignorare le emozioni negative dei figli. La seconda per rimproverare e punire i figli quando questi esprimono eccessivamente i loro sentimenti negativi. L’ultima invece per accettare le emozioni negative dei figli, senza però riuscire a porre dei limiti al loro comportamento.

I “genitori allenatori”

I genitori allenatori, al contrario delle altre categorie-tipo, favoriscono una buona intelligenza emotiva nei figli. Dunque sono guide emotive per i propri figli, cioè in grado di star loro vicino in modo efficace, in particolare nei momenti emotivamente più delicati

 


Le 5 capacità vincenti del genitore allenatore

Gottman identifica in particolare 5 passi che il genitore può seguire per favorire lo sviluppo dell’intelligenza emotiva nei figli. Vediamoli dunque insieme.

1. Sa identificare le differenti emozioni del bambino.

Capisce che il figlio prova un’emozione e dimostra sensibilità nei suoi confronti

2. Riconosce nelle emozioni un’opportunità di insegnamento.

E’ in grado cioè di cogliere e trasformare i momenti emotivamente negativi del figlio come occasioni in cui insegnargli a gestire i sentimenti e stati d’animo

3. Ascolta con empatia e convalida i sentimenti del figlio.

Si mette nei panni del figlio dando voce alle sue emozioni con frasi quali ad esempio “Mi sembri triste oggi”

 

 

4. Insegna al bambino le parole necessarie a definire le emozioni che prova.

Restituisce cioè al bambino l’emozione provata nominandola – rabbia, paura, tristezza- e inoltre si pone anche al suo fianco per superarla

5. Pone dei limiti alla manifestazione comportamentale.

Aiuta il figlio a capire la differenza tra il sentimento provato e i comportamenti, accettabili o meno, che da esso possono derivare . Ad esempio “ Hai tutte le ragioni per essere arrabbiato, ma tirare calci non è la soluzione.”

Perché essere un genitore allenatore

Gli studi condotti da Gottman infine dimostrano che i bambini cui i genitori allenatori hanno insegnato ad essere emotivamente intelligenti riescono a concentrarsi meglio. Inoltre in caso di situazioni molto difficili sono in grado di  superare più agevolmente la crisi.

 

Riferimenti bibliografici:

  • D. Goleman, “L’intelligenza emotiva.Che cos’è e perché può renderci felici”, Biblioteca Univ. Rizzoli, 2011
  • J. Gottman, J. De Claire, “Intelligenza emotiva per un figlio. Una guida per i genitori”, Biblioteca Univ. Rizzoli, 2015
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